Politiche di accompagnamento fiscale per il lavoratore inviato all’estero

Politiche di accompagnamento fiscale per il lavoratore inviato all’estero

A cura di Dott.ssa. Emiliana Maria Dal Bon ©, consulente del lavoro  – Studio Dal BonLogo_scdl

Il datore di lavoro, oltre che agendo sulla retribuzione, può contribuire a ridurre i disagi derivanti al lavoratore dal distacco anche attraverso specifiche politiche di neutralità fiscale in grado di ridurre l’effetto della fiscalità estera e domestica.

Come noto, infatti, l’assegnazione di personale dipendente all’estero per periodi ultrannuali comporta implicazioni di particolare complessità (economiche, giuslavoristiche, fiscali, previdenziali, ecc.), che possono influire sulle condizioni e sui termini dell’invio all’estero proprio perché possono essere oggetto di specifici accordi tra datore di lavoro distaccante e lavoratore.

In particolare, a seguito dell’invio all’estero il lavoratore sarà assoggettato alla normativa tributaria esistente nel Paese di assegnazione, comportando l’insorgere di obbligazioni tributarie sostanzialmente differenti da quelle che avrebbe subito se fosse rimasto in Italia. In taluni casi e al verificarsi di certe condizioni, il reddito prodotto all’estero potrebbe essere soggetto addirittura a una doppia imposizione fiscale.

Se desidera eliminare, o quantomeno attenuare, le potenziali differenze nei carichi tributari, se non addirittura il raddoppiamento degli stessi, il datore di lavoro distaccante può decidere di riconoscere un ulteriore incentivo al lavoratore e adottare:

  • Tax Equalization;
  • Tax Protection;
  • Politica del netto garantito.

Attraverso la Tax Equalization si consente al lavoratore di non subire una tassazione maggiore rispetto a quella che avrebbe dovuto sostenere se avesse continuato a lavorare in Italia. In sostanza la Tax Equalization mira a far sì che il dipendente non abbia alcun vantaggio né svantaggio dall’assegnazione all’estero. Operativamente il datore di lavoro effettua una trattenuta figurativa, c.d. Hypo Tax, equivalente alle imposte che sarebbero state dovute se l’attività lavorativa fosse stata prestata esclusivamente in Italia. Il salario del dipendente soggetto a doppia imposizione fiscale sarà inciso da una doppia trattenuta: una fiscale e l’altra a titolo di Hypo Tax. Nel momento in cui l’ammontare delle imposte estere sarà conosciuto, il datore di lavoro provvederà al versamento attraverso quanto trattenuto a titolo di Hypo Tax, facendosi carico delle eventuali eccedenze rispetto alle trattenute effettuate.

La politica di Tax Protection è volta a far sì che il lavoratore sia chiamato a versare un’imposta non superiore a quella che avrebbe versato in Italia. Pertanto al momento della liquidazione delle imposte, nel caso di imposte dovute superiori a quelle che avrebbe dovuto versare in Italia, la differenza è coperta dal datore di lavoro. Diversamente per le imposte inferiori, la società non sarà tenuta ad alcun versamento e il lavoratore provvederà direttamente alla liquidazione dell’imposta dovuta.

Con la politica del netto garantito il datore di lavoro assicura al lavoratore un importo netto a titolo di retribuzione, facendosi anche direttamente carico delle problematiche connesse alla fiscalità. Pertanto, l’importo che il datore di lavoro e il lavoratore concorderanno sarà un importo netto che non subirà variazione alcuna in relazione agli adempimenti fiscali, italiani o esteri.

A cura di Dott.ssa. Emiliana Maria Dal Bonconsulente del lavoro  – Studio Dal Bon –

© Copywriter –Tutti i  diritti sono riservati è fatto divieto di riprodurre anche parzialmente il contenuto